notears ([info]notears) wrote,
@ 2006-02-24 13:48:00
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le parole e le cose

A volte il tessuto si lascia intendere, nel maglio di frequenze ascisse e piogge ordinate, con tutti gli spigoli contro, le luci sbavate dall'umido, dall'unto dell'acqua che caria l'asfalto di Napoli sui parabrezza. Basta poco, la voce di Alessandro Portelli possiede quest'auto, acciaio e gomma, dalle onde radio che me lo portano, romeggiante alla Celestini, come novità ben accetta. Dopo il lavoro, dopo il nulla, fuori dalle gallerie dello spazio mi lascio perdere dentro una voce, i contenuti, il lavorìo deciso e morbido di selezione delle parole. E mi parla, col mio regalo a fianco, quel Julien Ries incognita, che spiegherà a tutti i noi il senso del symbolon, mentre vado verso il cuore del gorgo, le luci veloci di mille lacrime a febbraio, famiglie e uomini soli, donne che corrono sempre, camionisti finiti. Mi legge, la radio e la voce, il senso di un libro mai sentito, Ceremony di Leslie Marmon Silko. (Parli del potere del linguaggio, di far succedere le cose. Ma le teorie correnti del linguaggio e della letteratura dicono che non c’è contatto fra il linguaggio e il mondo, che sono due cose separate [Silko ride]. Mi pare che tu non parli neppure di rappresentare il mondo, ma di farlo accadere, dando sogni e incubi alle persone e predicendo le cose. Ma è ancora possibile?). Silko ride, e io ho paura di morire. In questa guerra delle false coscienze. (Credi che le cerimonie possano ancora sanare il mondo, che le parole possano far succedere le cose? E come?). Ieri qualcosa è successo, rituale del cerchio spezzato - la violenza che da queste mani al collo di tutti i [...] ammansita dal ricordo gli amici chi mi aspetta al secondo piano e il mio regalo e. La parola ha fatto della mia macchina una porta - volevo notizie e le ho avute. L'esercito a Nablus, sparano a casaccio da due giorni. Le cerimonie di purificazione non funzionano. Quelle "a cui i guerrieri Navajo devono sottoporsi dopo aver combattuto non funzionano per chi ha partecipato alle guerre dell'uomo bianco. Nelle guerre antiche, chi uccide si carica direttamente dell'impurità della morte; nella asettiche guerre in cui ammazziamo a distanza, questa impurità resta sospesa, avvelena l'aria e ne genera altre". Le parole che rompono e filano il tessuto e lo lasciano intendere, sotto la pioggia e sotto la radio. Il ragno che tesse la sua rete d'esistenza con le parole, crea dicendo. La ragna, ragnessa, ragnottola anzi.

Scendo dall'auto quando parte la sigletta. Sono arrivato. Controllo il telfono: un SMS. E' U**:


Allucinante. Mi
fermo x visitare il
ghetto ebraico a
venezia e incontro
n**** la
sudamericana. Mi
dice che oggi hann
sparato a J*****
nella gamba ma
sta bene.


U** è a Venezia. Nel ghetto ebraico e da lì, la porta della mia macchina di parole mi porta Nablus, attraverso la bocca di N****, e J*****, l'omone delle ambulanze, da quelle pallottole sparate a caso dall'esercito israeliano ne è uscito bene. Ma com'è che la pazza guerrera del Venezuela sta a Venezia, com'è che a Venezia ci sta U**, com'è che ne avevo appena parlato qui, prima di salire in macchina. A volte il tessuto si lascia intendere, così, mentre qualcuno ti aspetta, preparando dolcetti, mentre sali le scale e cancelli il messaggio e porti un regalo, sorridente e perplesso. Stanno tutti bene.




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aggiornamenti
[info]notears
2006-02-24 01:50 pm UTC (link)
[da l'Unità]


Soldati israeliani hanno ucciso venerdì mattina a colpi di arma da fuoco due palestinesi – e ne hanno ferito un terzo - vicino al confine tra Striscia di Gaza e Israele nei pressi del valico di Issufim. L’esercito dice che i soldati hanno sparato in due differenti episodi e che gli uccisi stavano innescando una bomba. Ma ciò che risulta sul sito di Haaretz è che uno degli uccisi era il figlio di Abdel Fattah Dukhan, uno dei fondatori di Hamas.

E ciò è destinato a far salire ancor più la tensione, dopo i sanguinosi raid militari a Nablus nei giorni scorsi. In più è uscita oggi una intervista minacciosa rilasciata al quotidiano conservatore Yedioth Ahronoth dall'ex capo del servizio segreto interno israeliano, Avi Dichter, inventore degli “omicidi mirati”,da tempo in predicato per diventare ministro della Difesa. Dichter, che è candidato con Kadima alle elezioni israeliane di marzo, dice che se Hamas dovesse tornare a fare attentati contro Israele, il capogruppo di Hamas nel parlamento palestinese Ismail Haniyeh, ora premier incaricato della formazione del nuovo esecutivo, potrebbe essere ucciso come lo sceicco Yassin e il suo successore Rantisi. Lapidaria la reazione del premier palestinese: «non abbiamo paura delle minacce» ha detto. Per Israele Hamas è un’organizzazione terroristica, quindi non ha libertà di organizzazione e i suoi deputati non godono di libertà di movimento nei territori palestinesi.

E così è a Gaza nella sua casa che proseguono i colloqui tra Mahmud Zahar, capogruppo di Hamas nel nuovo parlamento palestinese, per la formazione del nuovo governo che dovrebbe essere guidato da Ismail Haniyeh, il più votato dei 74 deputati di Hamas. Venerdì è partita la trattativa con Terza Via, la lista di Hanan Ashrawi, costola di Fatah che ha ottenuto 2 seggi. Le trattative sono iniziate con un primo colloquio con l'ex-ministro delle Finanze Salam Fayad, che alcune indiscrezioni accreditavano come possibile primo ministro in un governo Fatah.

Nei giorni scorsi Hamas ha raggiunto accordi di principio per la partecipazione al governo - che il movimento islamico vorrebbe di unità nazionale - di Palestina Indipendente di Mustafà Barghuthi e del Fplp (Fronte Popolare di Liberazione della Palestina). Trattative sono state avviate con Al Fatah, il partito di Abu Mazen (45 seggi) uscito pesantemente sconfitto dalle politiche. Oggi il premier uscente Abu Ala ha detto però di ritenere improbabile che Al Fatah accetti di andare al governo con Hamas.

Intanto è il portavoce dell'Anp Nabil Abu Rudeina a rilasciare una dichiarazione sui fatti di Nablus, in cui sono morti 6 palestinesi e decine sarebbero i feriti. Rudeina ha detto che l’Anp ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulle aggressioni israeliane in Cisgiordania e ha aggiunto che il presidente Abu Mazen ha già telefonato in tal senso ai membri del Quartetto (Russia, Ue, Usa e Onu) che hanno finora seguito gli accordi di pace e la Road Map.

[intanto, da qualche parte, la r*esistenza]

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APPELLO
(Anonymous)
2006-02-24 06:13 pm UTC (link)
Potete inviare le vostre adesioni al seguente indirizzo: isabellamancini@gmail.com

FERMIAMO IL MASSACRO DI NABLUS

Le associazioni, organizzazioni e gruppi informali che in Italia
lavorano da anni sulla questione Mediorientale e operano per per una
risoluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese, e per una
pace giusta ,si rivolgono con un appello all'informazione libera e
democratica del nostro paese affinchè sia data un'informazione
corretta su quanto sta accadendo nei Territori Occupati in Palestina. Dal 17 febbraio è infatti in corso un'operazione militare da parte dell'IOF
(Israeli Occupation Forces) a Nablus, in modo particolare nel campo
profughi di Balata, ma anche a Tulkarem, dove sono tornate in azione
le squadre speciali che in operazione notturna hanno arrestato un
19enne, e a Jenin dove sono state demolite nuove case e piantagioni. I fatti di Nablus:

Lunedì 20 febbraio le forze militari israeliane alle tre e trenta del
mattino sono entrati nel campo profughi di Balata e nella città
vecchia di Nablus. Vicino a Balata sono iniziati gli scontri tra
soldati israeliani e combattenti palestinesi. Sono poi seguite forti
esplosioni dentro il campo ed il successivo ritiro verso Hawara, dove
l'IOF ha la sua base militare. Dopo due ore sono però tornati
nuovamente con buldozer, tanks e una ventina di jeep iniziando una
nuova operazione nel campo profughi e mettendo dei blocchi di
cemento alle entrate del campo. E' iniziata poi la devastazione delle
abitazioni: rastrellamenti casa per casa, demolizioni con esplosivi
per attraversare direttamente le abitazioni. In questa occasione sono
state uccise tre persone e ferite trenta, una delle quali è deceduta più
tradi in ospedale. Ma l'occupazione militare non si ferma.

Il giorno dopo, 21 febbraio, hanno allargato l'operazione militare
anche nella città vecchia di Nablus. Intanto a Balata sono state
occupate circa 20 case e la scuola femminile, dove hanno distrutto l'
aula computer e dipinto sui muri immagini offensive. Hanno lasciato
la città per la notte, ma il giorno dopo sono nuovamente tornati alle
sette e trenta del mattino, il momento in cui le strade sono piene di
persone, specialmente di ragazzi che vanno a scuola. Iniziano nuovi
scontri: pietre contro pallottole. Altre 25 persone sono state ferite
in quest'occasione ed altri morti si sono aggiunti alla lista. Cinque
di questi sono volontari del pronto soccorso ( uno di loro morirà più
tardi), un altro è l'autista dell'ambulanza che non ha potuto
ricevere aiuti per ore.
I media israeliani dicono che hanno ucciso tre terroristi.

Intanto il Medical Relief (UPMRC) ha rilasciato un comunicato
sull'invasione di Balata, avvenuta tra il 17 e il 23 febbraio,
sottolineando come l'operazione stessa dell'IOF (Israeli Occupation
Forces) sia ancora in corso. Il 23 febbraio l'IOF ha sparato anche
sulle squadre di primo soccorso e sui giornalisti presenti nel campo
profughi. Sono stati feriti gravemente tre volontari del Medical
Relief, Jerir Zakaria Qanadilu, colpito ad una mano e ad una gamba da
due proiettili, Ahmad Arabat, colpito al petto, Ihab Mansour, ferito
alla testa e arrestato. In questa "operazione" sono stati feriti
anche due internazionali, un americano e un tedesco. Il Medical Relief
lancia un appello alla comunità internazionale affinché si mobiliti per fare
pressioni su Israele e chieda la cessazione dei continui attacchi
militari all'interno della città di Nablus. Il Mediacal relief
ricorda come questi atti, gli attacchi ai mezzi di pronto soccorso e al loro
personale, gli attacchi alla stampa, violino la Quarta Convenzione
di Ginevra.

Le nostre associazioni si associano all'appello rivolgendoci non solo
alla comunità internazionale ma anche ai media italiani certi di
trovare una risposta ad un silenzio che sta mortificando i
palestinesi ancor più degli attacchi militari.

(Reply to this)

jarir sta bene
[info]notears
2006-03-03 08:37 pm UTC (link)
e lotta insieme a noi:


(Reply to this)

Girls Blogs...interesting!
(Anonymous)
2007-05-22 09:36 am UTC (link)
MESSAGE

(Reply to this)


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