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Oggi ho consegnato i registri a scuola. La scadenza è sempre inevitabilmente il 30 giugno ed io, ogni anno, mi presento un giorno prima. Rituale che esprime la mia fatica a lasciare l'incarico e ad aspettare la nuova destinazione a settembre. Quest'anno le cose saranno più dure, più pesanti da digerire ma si farà, come sempre, lo sforzo di accettare questo vagabondare per scuole e visi di bambini. Non ho mai tempo per scrivere, per leggere, per ascoltare musica. Il lato più crudele dello scegliere di iscriversi per la seconda volta all'università da adulti, mentre si lavora è che in qualche modo si castra la gestione del tempo libero. Per me, almeno, è così. Sono distratta e disorganizzata. Chi ha tempo lo perde. Ho addosso la stanchezza di un anno scolastico. La frustrazione di andare a sostenere esami a crocette su argomenti come Motivazione e apprendimento, metacognizione e memoria, sviluppo del linguaggio. Svilenti. Io sono sempre preparata e lo so. Ne ho coscienza, primo perché sono competenze che possiedo in virtù del lavoro che faccio e poi perché sono una autodeterminata all'acquisizione di competenze e non alla prestazione. Non mi importa dei voti, mi importa sapere. Lo scontro frontale è sempre lo stesso: le crocettine del vero falso. La scelta multipla su domande insignificanti ai fini della comprensione e interiorizzazione del testo. Beh ma allora se l'intelligenza e il senso critico non servono, forse non mi serve neppure questo sacrificio. Me la racconto così perché in questo momento non ho voglia di studiare. Ecco. E' finalmente estate e io agogno di già l'autunno, che in questa landa desolata l'estate è umida e le zanzare atterrano all'eliporto. Il mio compleanno è passato indenne da crisi di mezza età. L'ho festeggiato a Londra in una corsa al voglio andare dappertutto e ritrovare posti che non visito da anni. Ho preso l'aereo. Io ho Ri-preso l'aereo. Sono un po' come il calabrone che non sa che il suo corpo non può volare, e quindi lo fa lo stesso. Certo appena scesa dall'aereo a Bergamo ho pensato: bene, stavolta l'hai superato, non è il caso di riprovarci no? E invece. Il 24 parto per Berlino. 3 giorni, che i soldini son pochi. Però ho bisogno di farlo. Di partire e fantasticare un po' . Il futuro è un'incognita e io in matematica sono sempre stata scarsina.
La paura a volte si vince guardandola in faccia

e poi, per i più curiosi che non hanno tra i friends caffeinapura, ecco il Londravideo :
London Calling from caffeinapura on Vimeo.
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